Per i residenti in Sicilia il 2026 porta una novità di rilievo. Con l’art. 36 della Legge Regionale n. 1 del 5 gennaio 2026, la Regione ha stanziato 12 milioni di euro sul Fondo Sicilia per concedere finanziamenti a tasso zero che coprono il 100% del costo di installazione di un impianto fotovoltaico domestico, con o senza sistema di accumulo. La gestione è affidata a Irfis FinSicilia, e l’avviso pubblico è stato emanato il 16 aprile 2026. Le domande si presentano dal 14 luglio al 14 ottobre 2026.
In sintesi: zero anticipo, zero interessi, zero garanzie, zero esame del merito creditizio. Con la possibilità di abbinare anche la detrazione IRPEF del 50% e la tariffa premio per le Comunità Energetiche Rinnovabili.
In questa guida trovi tutto quello che serve per capire se ti conviene partecipare, come si calcola il punteggio in graduatoria, quanto puoi davvero risparmiare ogni anno e quali errori evitare in fase di domanda.
Cos’è il Bonus Povertà Energetica Sicilia 2026
Il bando nasce esplicitamente come strumento di contrasto alla povertà energetica. Non è un contributo a fondo perduto: è un prestito agevolato a tasso zero che lo Stato regionale eroga in un’unica soluzione per coprire integralmente il costo di un impianto fotovoltaico domestico (con eventuale accumulo). Lo restituisci a rate mensili costanti in 10 anni — di fatto, paghi a piccole quote ciò che la tua bolletta avrebbe già speso in elettricità, ma con un impianto che resta tuo per 25-30 anni.
La misura ufficiale si chiama “Finanziamenti di solidarietà energetica per le famiglie siciliane” ed è inserita nel plafond del Fondo Sicilia. I rientri delle rate mensili andranno a finanziare bandi futuri con le stesse finalità, garantendo continuità alla misura.
Chi può richiedere il finanziamento
Il bando si rivolge esclusivamente alle persone fisiche residenti in Sicilia che vogliono installare un impianto fotovoltaico nell’unità immobiliare in cui hanno la residenza.
I requisiti sono cinque, tutti obbligatori:
- Residenza in Sicilia, nella stessa unità immobiliare oggetto dell’intervento
- Diritto reale sull’immobile: proprietà, usufrutto, diritto di superficie, enfiteusi, uso o abitazione (anche solo in quota parte)
- ISEE ordinario in corso di validità — non c’è una soglia minima né massima per partecipare, ma l’ISEE pesa moltissimo in graduatoria
- Potenza contrattuale del POD compresa tra 3 kW e 6 kW
- Nessun altro impianto da fonti rinnovabili già presente sullo stesso punto di connessione
È ammessa anche l’installazione su edifici condominiali, previa delibera assembleare. E se l’immobile è in comproprietà con persone esterne al nucleo familiare, serve la loro dichiarazione di assenso.
Importante: ogni soggetto può presentare una sola istanza, e ogni nucleo familiare può beneficiare dell’agevolazione una sola volta. Niente doppie domande dello stesso nucleo per immobili diversi.
Quanto si può ottenere: la tabella ufficiale dei massimali
L’importo del finanziamento varia in base alla potenza dell’impianto e alla capacità della batteria di accumulo, secondo questa tabella ufficiale dell’Avviso Irfis:
| Potenza impianto | Capacità accumulo | Importo massimo finanziabile |
|---|---|---|
| 3 kW | 5 kWh | 15.400 € |
| 3,5 kW | 5 kWh | 15.860 € |
| 4 kW | 5 kWh | 16.320 € |
| 4,5 kW | 10 kWh | 18.020 € |
| 5 kW | 10 kWh | 18.850 € |
| 5,5 kW | 10 kWh | 19.280 € |
| 6 kW | 10 kWh | 19.920 € |
Il finanziamento copre fino al 100% delle spese ammissibili entro il massimale. Se il costo reale dell’intervento è inferiore al massimale, viene finanziato il costo reale; se è superiore, la differenza resta a carico del committente.
Tutte le spese coperte (sono tante)
Una caratteristica che rende il bando particolarmente attrattivo è la copertura totale di tutti i costi accessori, non solo della “fornitura e posa” dei moduli. Le voci ammesse sono:
- Componenti dell’impianto fotovoltaico (moduli, inverter, strutture di montaggio, componentistica elettrica)
- Sistema di accumulo (batterie e BMS)
- Acquisto e installazione di hardware e software
- Opere edili necessarie all’intervento
- Connessione alla rete elettrica nazionale
- Competenze tecniche complete: progettazione, studi di prefattibilità, direzione lavori, sicurezza, collaudi, consulenze tecnico-amministrative
- Polizza multi-rischi decennale sull’impianto (obbligatoria, dalla data di connessione alla rete)
- Sistema di monitoraggio delle performance
In sostanza, il committente non deve anticipare nulla. Tutto ciò che serve per portare l’impianto da “preventivo” a “in funzione e assicurato” entra nel finanziamento.
Come funziona la graduatoria: il sistema di punteggio
L’assegnazione non è un click day. Le domande vengono valutate con un punteggio fino a 100 punti, e i finanziamenti vengono erogati per ordine di graduatoria fino a esaurimento dei 12 milioni disponibili.
Il punteggio si compone di due voci:
Criterio A — Valore ISEE (max 80 punti)
La formula ufficiale è:
Punti A = (40.000 – ISEE richiedente) / 500
Per ISEE pari o superiore a 40.000 € il punteggio è zero. Per ISEE pari a zero il punteggio è 80. Quanto più basso è l’ISEE, tanto più alto il punteggio.
Criterio B — Potenza dell’impianto (max 20 punti)
Qui il bando “premia chi installa meno”. La logica è: distribuire il fondo su più famiglie possibili.
| Potenza impianto | Punti |
|---|---|
| 3 kW | 20 |
| 3,5 kW | 16 |
| 4 kW | 14 |
| 4,5 kW | 10 |
| 5 kW | 8 |
| 5,5 kW | 4 |
| 6 kW | 2 |
In caso di parità prevale chi ha l’ISEE più basso. In caso di ulteriore parità prevale chi ha richiesto l’impianto di potenza minore. Solo come ultimo criterio si guarda all’ordine cronologico di presentazione.
Esempio pratico ufficiale di calcolo del punteggio
Domanda con ISEE 7.850,25 € e impianto da 3,5 kW:
- Punti A (ISEE) = (40.000 – 7.850,25) / 500 = 64,299
- Punti B (potenza 3,5 kW) = 16
- Punteggio totale = 64,299 + 16 = 80,299 / 100
Quanto risparmi davvero in bolletta? Tre simulazioni concrete
Il bando finanzia l’impianto, ma il vero ritorno economico è in bolletta. In Sicilia un impianto fotovoltaico produce mediamente 1.500 kWh all’anno per ogni kW installato — uno dei valori più alti d’Italia, con punte di 1.600+ kWh/kWp nelle province di Siracusa e Agrigento.
Ipotizziamo un costo medio dell’energia da rete di 0,28 €/kWh (oneri inclusi) e un autoconsumo del 75% grazie all’accumulo. Lo scenario diventa questo:
Scenario 1 — Famiglia piccola, consumi bassi (impianto 3 kW + 5 kWh)
- Finanziamento ottenuto: 15.400 € in unica soluzione
- Rata mensile: circa 128 €/mese per 9 anni (dopo 1 anno di preammortamento)
- Produzione annua stimata: 4.500 kWh
- Energia autoconsumata: 3.375 kWh → risparmio bolletta ~945 €/anno
- Energia immessa in rete (RID): 1.125 kWh → ricavo aggiuntivo di circa 90 €/anno
- Beneficio netto annuo: ~1.035 € (rata fotovoltaico ~1.540 €/anno, ma poi nessun pagamento per altri 15-20 anni)
Scenario 2 — Famiglia media (impianto 4,5 kW + 10 kWh)
- Finanziamento ottenuto: 18.020 €
- Rata mensile: circa 150 €/mese per 9 anni
- Produzione annua stimata: 6.750 kWh
- Autoconsumo (75%): 5.063 kWh → risparmio bolletta ~1.420 €/anno
- Immesso in rete: 1.687 kWh → ricavo ~135 €/anno
- Beneficio netto annuo: ~1.555 €
Scenario 3 — Famiglia numerosa, consumi alti (impianto 6 kW + 10 kWh)
- Finanziamento ottenuto: 19.920 €
- Rata mensile: circa 166 €/mese per 9 anni
- Produzione annua stimata: 9.000 kWh
- Autoconsumo (75%): 6.750 kWh → risparmio bolletta ~1.890 €/anno
- Immesso in rete: 2.250 kWh → ricavo ~180 €/anno
- Beneficio netto annuo: ~2.070 €
Nota importante: queste sono stime indicative. Il risparmio reale dipende dall’orientamento del tetto, dalle ombre, dalle abitudini di consumo, dal prezzo dell’energia in vigore al momento e dalla tariffa contrattuale. Una valutazione precisa va sempre fatta su misura.
L’effetto combinato con la detrazione 50% e la tariffa CER
Il bando siciliano è cumulabile con il Bonus Ristrutturazione (detrazione IRPEF al 50%) e con la tariffa premio incentivante (TIP) per le Comunità Energetiche Rinnovabili, a condizione che la sovvenzione lorda complessiva non superi il 100% del costo agevolabile.
Concretamente significa che, oltre al finanziamento a tasso zero, puoi recuperare il 50% del costo dell’impianto in dichiarazione dei redditi spalmato su 10 anni. Su un impianto da 19.920 € si tratta di 9.960 € di detrazione IRPEF, ovvero quasi 1.000 €/anno di credito fiscale per dieci anni.
Se sei capiente fiscalmente — cioè se paghi almeno 1.000 €/anno di IRPEF — l’effetto combinato è notevole: un impianto da 6 kW + 10 kWh ti costa praticamente nulla in cassa nei primi anni, perché la detrazione compensa buona parte della rata.
Se invece partecipi anche a una Comunità Energetica Rinnovabile in qualità di consumatore o produttore-consumatore, percepisci la tariffa premio sull’energia condivisa con la CER (per circa 20 anni): un’ulteriore voce di ricavo annuo.
Tempistiche: tutte le date da segnare
| Evento | Data |
|---|---|
| Pubblicazione Avviso | 16 aprile 2026 |
| Apertura sportello domande | 14 luglio 2026, ore 12:00 |
| Chiusura sportello domande | 14 ottobre 2026, ore 12:00 |
| Erogazione finanziamento | Unica soluzione, dopo stipula contratto |
| Termine installazione meccanica | 6 mesi dall’erogazione (prorogabile di altri 6 in casi eccezionali) |
| Termine messa in esercizio + rendicontazione | 12 mesi dall’erogazione |
| Inizio rimborso rate | Dopo 1 anno di preammortamento |
Le domande si presentano esclusivamente per via telematica sulla piattaforma di Irfis. Non sono ammesse altre modalità.
Come si presenta la domanda: la procedura passo per passo
- Scegli l’installatore. Deve essere un’impresa abilitata ex DM 37/08 lettera A, in regola con l’aggiornamento FER (D.Lgs. 28/2011 art. 15) e iscritta nel Registro Realizzatori del GSE (oppure aver presentato la richiesta di iscrizione prima della tua domanda). La mappa degli installatori abilitati è pubblicata sul sito GSE.
- Richiedi la fattibilità. L’installatore esegue un sopralluogo, valuta dove e come installare l’impianto e prepara la documentazione tecnica.
- Compila l’istanza online sulla piattaforma Irfis a partire dalle 12:00 del 14 luglio 2026. Inserisci dati anagrafici, valore ISEE, dati dell’immobile, POD, dati tecnici dell’impianto, dati dell’installatore, IBAN.
- Allega i documenti: documento d’identità, visura catastale aggiornata (max 6 mesi), eventuale assenso dei comproprietari, eventuale delibera condominiale, relazione tecnico-economica firmata dall’installatore, dichiarazione sui requisiti dell’installatore.
- Scarica e firma digitalmente la proposta di contratto di finanziamento e il modulo SDD per l’addebito automatico delle rate.
- Invia l’istanza. Una volta inviata non si modifica più, ma puoi annullarla e ripresentarne una nuova fino alla chiusura dello sportello (14 ottobre 2026).
- Attendi la graduatoria e, se ammesso, firma il contratto e ricevi l’erogazione.
Gli errori da evitare
Tre situazioni concrete che possono far saltare la domanda o far perdere posizioni in graduatoria:
1. Sovradimensionare l’impianto per ambizione. Se i tuoi consumi reali sono di 3.500 kWh/anno, chiedere un 6 kW non ti porta benefici aggiuntivi: l’energia in eccesso viene immessa in rete a prezzi molto bassi (RID 6-8 c€/kWh contro i 28 c€/kWh che paghi per acquistarla). Inoltre perdi 18 punti in graduatoria rispetto a un 3 kW. La regola: dimensiona sui consumi reali, leggendo la bolletta degli ultimi 12 mesi.
2. Affidarsi a un installatore non iscritto al Registro GSE. È un requisito tassativo: senza iscrizione (o senza domanda di iscrizione presentata al GSE prima della tua domanda al bando) la pratica è inammissibile. Verifica l’iscrizione sulla mappa pubblica del GSE prima di firmare qualsiasi preventivo.
3. ISEE non in corso di validità o errato. L’ISEE ordinario va aggiornato e deve essere in corso di validità il giorno della presentazione della domanda. Un ISEE scaduto o un ISEE corrente al posto dell’ordinario rende la domanda irricevibile. Se non lo hai, richiedilo al CAF con largo anticipo.
A chi conviene davvero questo bando
Il bando funziona meglio per:
- Famiglie con ISEE basso o medio-basso (fino a 25.000 €), che ottengono punteggi alti e hanno alta probabilità di entrare in graduatoria
- Nuclei familiari con consumi annui tra 3.000 e 7.000 kWh, dove un impianto 3-4,5 kW con accumulo copre la stragrande maggioranza del fabbisogno
- Proprietari (anche in quota parte) di unità immobiliari indipendenti o condomini collaborativi
- Persone fiscalmente capienti, che possono usare anche il 50% IRPEF
È meno indicato — o richiede valutazione attenta — per:
- Chi ha ISEE molto alto e consumi modesti: il punteggio in graduatoria sarà basso e il rischio di non entrare è concreto
- Chi vive in affitto senza diritti reali sull’immobile (esclusione totale dal bando)
- Chi ha già un impianto fotovoltaico sul POD (esclusione totale)
Domande frequenti (FAQ)
Il finanziamento a tasso zero del Bando Sicilia 2026 è un contributo a fondo perduto?
No. È un prestito agevolato a tasso zero, da restituire integralmente in 10 anni con rate mensili costanti. La parte “agevolativa” sta nel fatto che non paghi interessi, non servono garanzie e non viene fatto l’esame del merito creditizio.
Posso partecipare se ho un ISEE alto?
Sì, non c’è una soglia di ISEE per partecipare. Ma a partire da 40.000 € il punteggio sul criterio ISEE è zero, quindi il massimo che puoi ottenere è 20 punti dal criterio “potenza impianto”. Significa che la probabilità di entrare in graduatoria, con così pochi punti, è bassa salvo casi di residui di fondi.
Quanto pagherò di rata mensile?
Dipende dall’importo finanziato. Indicativamente: 128 €/mese per un finanziamento da 15.400 €, 150 €/mese per 18.020 €, 166 €/mese per 19.920 €. Il rimborso avviene tramite addebito SDD automatico sul conto corrente che hai indicato in domanda.
Posso cumulare il bando con la detrazione 50% del Bonus Ristrutturazioni?
Sì. Il bando è esplicitamente cumulabile con la detrazione IRPEF del 50% (art. 16-bis TUIR) e con la tariffa premio per le Comunità Energetiche Rinnovabili. Il vincolo è che la somma di tutti gli aiuti non superi il 100% del costo dell’intervento.
Posso scegliere io l’installatore?
Sì, ma deve avere tre requisiti specifici: abilitazione ex DM 37/08 lettera A, aggiornamento FER ai sensi del D.Lgs. 28/2011, e iscrizione (o richiesta di iscrizione presentata) al Registro Realizzatori del GSE. La mappa degli installatori abilitati è pubblica sul sito GSE.
Cosa succede se la mia domanda non rientra in graduatoria?
Le domande non finanziabili per esaurimento fondi possono comunque rientrare per scorrimento, nel caso in cui altri richiedenti rinuncino o vengano revocati, o se la Regione metta a disposizione risorse aggiuntive. Inoltre, l’art. 36 della LR 1/2026 prevede che i rientri delle rate dei finanziamenti già concessi alimentino bandi futuri con le stesse finalità.
Devo avere un conto corrente intestato a mio nome?
Sì. Il conto corrente sul quale verrà accreditato il finanziamento e dal quale verranno addebitate le rate deve essere intestato (o cointestato) al soggetto richiedente.
Posso fare domanda anche se vivo in condominio?
Sì. Se l’impianto va installato sulla parte privata della tua unità immobiliare (per esempio sul tuo terrazzo di proprietà esclusiva), serve solo la documentazione standard. Se invece va su parti comuni del condominio (tetto comune), serve delibera assembleare che autorizza l’installazione, da allegare alla domanda.
Cosa succede se vendo casa prima di aver finito di pagare il finanziamento?
L’obbligo di mantenere il diritto reale sull’immobile dura fino al totale rimborso del finanziamento. Vendere o trasferire il diritto prima del termine è una causa di revoca dell’agevolazione, con conseguente richiesta di restituzione anticipata. Ne va parlato per tempo con Irfis prima di qualsiasi atto.
Cosa succede se la realizzazione dell’impianto si blocca?
Hai 6 mesi dall’erogazione per completare l’installazione meccanica (prorogabili di altri 6 in casi eccezionali, valutati da Irfis), e 12 mesi complessivi per la messa in esercizio e la rendicontazione. Sforare i tempi senza giustificato motivo comporta la revoca del finanziamento.
Se ho un piccolo impianto fotovoltaico già installato posso aggiungerne uno nuovo con questo bando?
No. Il bando esclude tassativamente le unità immobiliari sul cui POD è già presente un impianto da fonti rinnovabili. Anche se il vecchio impianto è dismesso ma ancora collegato, non si può partecipare.
Quando arriveranno i soldi sul conto corrente?
L’erogazione avviene in un’unica soluzione iniziale dopo la firma del contratto di finanziamento, sulla base del contratto di fornitura sottoscritto con l’installatore. Significa che non devi anticipare il costo dei lavori: i soldi arrivano prima che i lavori inizino.
Vuoi partecipare al bando? Ti aiutiamo noi
Hai tre mesi — dal 14 luglio al 14 ottobre 2026 — per presentare una domanda costruita bene. E “bene” significa: ISEE in regola, installatore iscritto al Registro GSE, dimensionamento dell’impianto coerente con i tuoi consumi reali, documentazione completa al primo invio.
A4Energie.it accompagna i propri clienti in tutte le fasi: dalla verifica dei requisiti all’analisi dei consumi storici della tua bolletta, dalla scelta della taglia ottimale di impianto al confronto tra installatori abilitati, fino al supporto nella compilazione della domanda online.
Contattaci per una consulenza gratuita: capiremo insieme se il bando è la scelta giusta per te e, se lo è, arriveremo pronti all’apertura dello sportello del 14 luglio.





